20120229

RadioBlackOut dà voce alla Val di Susa!


La propaganda di regime sulla TAV è disgustosa. I vari conduttorini asserviti ai politici che fanno tg e talk show cercando di diluire la rabbia della popolazione davanti all'ingiustizia suprema dell'esproprio della terra da parte del capitale non hanno nessuna efficacia. I programmi e gli articoli di giornale paiono goffi e poco credibili. Si vede lontano un miglio che viene sostenuta una tesi insostenibile. La lotta in Val di Susa è una lotta inattaccabile. Moralmente ineceppibile. Se la suonano e se la cantano. Ma il popolo sa. Ed è stufo. Molto stufo.
Se volete sentire le voci della valle e della Resistenza a questa dittatura economica e militare, allora non avete altro canale che RADIOBLACKOUT.
In diretta tutto il giorno la radio libertaria vi darà conto di ciò che sta succedendo in valle, senza dover stare a sentire nessun servo del cazzo e le sue troiate di regime...
Buon ascolto

20120226

Ricordiamoci questa faccia!


Ieri, sabato 25 febbraio in Val di Susa c'è stata una grande manifestazione pacifica contro la grande opera inutile del TAV. Centomila cittadini venuti da tutta l'Italia, di diverse affinità politiche, si sono uniti ai cittadini piemontesi che da anni lottano contro la devastazione del proprio territorio.
Siccome quotidiani e telegiornali titolavano "manifestazione pacifica" le forze del disordine hanno pensato bene di provare ad invertire il senso della giornata... Così nella stazione di Torino sono spuntati i soliti sassi contro la polizia, sebbene sia un pò difficile trovare sassi in una stazione ferroviaria... Secondo la versione della Questura di Torino - naturalmente ripresa acriticamente da La Repubblica e dalle agenzie di stampa - "i dimostranti - circa 300 - hanno lanciato pietre e petardi contro le forze dell'ordine".
Un ottima occasione per dare una punizione esemplare a tutti quei cittadini che si erano fatti centinaia di chilometri per solidarizzare con i NOTAV e stavano tornando a casa con il treno dopo la manifestazione in Val di Susa, molti di loro peraltro con il biglietto in mano. Sembra che dopo aver picchiato a sangue i manifestanti in attesa di partire, alcuni agenti siano addirittura saliti sul treno manganellando e strattonando alcuni passeggeri. Molti i manifestanti che sono rimasti feriti dalle manganellate, alcuni sono stati portati all'ospedale. Dopo le prime cariche, una specie di caccia all'uomo è continuata per parecchio tempo tra i binari e nei vari locali della Stazione di Porta Nuova. Alcuni dei manifestanti più anziani dicono che quanto è avvenuto a Torino ricorda la estrema violenza dei fatti di Genova nel 2001. E casualmente.... il dirigente della Polizia Ferroviaria di Torino è Spartaco Mortola, già capo della Digos di Genova durante la "macelleria messicana" del G8 nel 2001.

Movimento Cinque Stelle Roma

20120215

Il terzo passo

Il primo passo è stato immaginare un mondo diverso e un mondo diverso è possibile è diventato lo slogan dei così detti "No-Global", più propriamente, degli anti-capitalisti di fine millennio.
Dopo 15 anni di pratiche per dimostrare che le nostre idee erano affidabili e realizzabili, ora possiamo dire che anche il secondo passo è stato compiuto.
Abbiamo messo in pratica ciò che pensavamo, e abbiamo dimostrato empiricamente che ciò che ipotizzavamo è realizzabile. E giusto.
Ora bisogna levare il potere a quest'elite becera che ci sta precipitando verso l'Olocausto Globale.
Solo così potremmo fare il terzo definitivo passo, quello che ci porti alla realizzazione di un mondo che pensa al Bene Comune. Un mondo integrato a Pachamama. Con una concezione non prevaricatrice dell'esistenza. Siamo tanti e abbiamo gli strumenti, ma non abbiamo le armi. Ragioniamoci. Come levare il potere a questi complessati? Esistono modi non cruenti? Se no, dove le prendiamo le armi? Assaltiamo le caserme? Se sì, esistono questi metodi? Quali sono? Come metterli in atto?
Come prima si sia dovuto immaginarlo un mondo diverso per poi essere in grado di realizzarlo ora ci dobbiamo immaginare la rivoluzione, e la post rivoluzione, per poterla realizzare.

20120203

Lo stato si è estinto


Quello che cercano di tenere in piedi non si può più chiamare stato, è solo un accozzaglia di mezzi di comunicazione asserviti, di parlamentari corrotti e di enti allo sbando. Berlusconi in 15 anni di eversione ha dimostrato che cos'è in fondo la nostra democrazia. E ne ha fatto uno spezzatino. Ne ha mostrato tutti i limiti, le storture e soprattutto ne ha palesato il meccanismo di coercizione e repressione che ne è la base fondante. Ora vedere questi “tecnici” che si sforzano di apparire come uomini di uno stato forte e rigoroso non fa che venir da ridere. Sono grotteschi. Ma questa pantomima sta per finire. E alla fine, quando anche questi si paleseranno per quel che sono, allora torneranno i cazzari, vedrete che un Berlusca IV ci attende di nuovo in futuro!
Per evitare che tutto attorno avvenga senza che noi si possa fare niente per cambiare la nostra condizione di oppressi, dobbiamo unire le lotte. Riescono sempre a tenere le vertenze separate. Ma se finalmente studenti autotrasportatori pescatori pastori agricoltori precari operai dipendenti pubblici NoTav NoDalMolin NoVat ecc. lasceranno da parte invidie, interessi, lotte fratricide e si uniranno di nuovo in una lotta comune, e contemporanea, allora in una giornata li spazzeremo via.
La violenza di per sé è nemica della libertà, ma essa è una triste necessità nella fase negativa della distruzione delle forme oppressive.* Dobbiamo lottare contro questi sfruttatori. Per il bene della nostra società e di coloro che la vivranno in futuro, i nostri figli. O perire del tutto. Basterebbe impiccare i vari finti sindacalisti dei finti sindacati(createne di nuovi!) e indire autonomamente uno SCIOPERO GENERALE AD OLTRANZA serio. Assaltare in massa una decina di caserme in altrettante città... e questo stato in 2 giorni non esisterebbe più. Dobbiamo aspettare che ci portino alla fame, quella vera, prima di muoverci? O rinunciamo a qualche piccola comodità borghese subito e li prendiamo alla sprovvista?

* Errico Malatesta