20130318

Un "Papa Luciani" di regime


Non è ancora stato incoronato Papa che già si è capito l'operazione Francesco I dove vuole andare.
La chiesa cattolica romana è screditatissima e perde fedeli da decenni sempre più, il più amplio bacino di cattolici del mondo, il Sud America, va riconquistato. Nazinger non aiutava in tal senso. Uno che ogni volta che sorride i bambini si spaventano non è facile spacciarlo per Papa Buono e meno per il Papa del Sorriso...
Allora cosa facciamo? Prendiamo un cardinale di regime, uno fedele alla linea, però sudamericano, che nulla ha di buono se non gli occhialetti alla Papa Giovanni Paolo I e che è rivoluzionario perché nato nel paese del “Che”, vendiamo alla gente che è un nuovo Giovanni XXIII, perché Luciani meglio non nominarlo neanche, gli rubiamo giusto il “look” e i modi di fare.
Gli facciamo fare una passeggiata tra la gente, lo facciamo parlare in modo informale e amplifichiamo il messaggio che è buono, con tutti i media asserviti sparati verso i cervelli della gente.
Ora si parla di chiesa povera, di rivoluzione, addirittura di San Francesco d'Assisi. Che quel Francesco la chiesa se avesse potuto lo avrebbe bruciato vivo!
Ma i contraccettivi? La pedofila? Lo IOR? Quando sapremo quel'è la politica del gesuita su questi temi?
Francesco I continuerà la politica dei sui ultimi due predecessori. Sia sullo IOR, quindi sulla scandalosa finanza vaticana, paradiso fiscale parassita dell'economia italiana, utilizzato da mafie e banchieri corrotti per avallare e nascondere i loro furti ai danni degli italiani e del mondo, e sul sesso, chiusura perenne ai contraccettivi, grumi di cellule che sono considerati come bambini formati, castità per i preti, ecc, ecc... Lo vedremo presto.
Però intanto BUON PRANZO, care pecorelle...

P.S. Notare dalla foto che gli occhiali sono identici, che li abbiano levati direttamente nella tomba al Papa morto ammazzato?

20130313

Habemus Minchius



Eccolo. Il nuovo Papa. Collaborazionista della dittatura argentina e convinto omofobo.
Bene! Bravi! Sopratutto i mezzi di comunicazione di regime che continuano a vendere la loro favella grottesca della realtà. Ora 'sto Papa è rivoluzionario perché è argentino. Come Obama è buono perché è negro. Così, basta il paese di origine o il colore della pelle a definirti.
Dopo un Nazista ci tocca un Fascista. L'abito non fa il monaco, ripetiamo, l'abito non fa il monaco!

20130114

Sergio Leone - L'uomo del West

                 

Pubblichiamo qui sopra un filmato pressoché inedito, visto che è stato mandato in onda sulla televisione pubblica italiana solo una volta negli anni '70, un'intervista al magnifico genio di uno dei cineasti che hanno reso il cinema ciò che è, Sergio Leone.
Un quarto d'ora di magia, in esclusiva sul nostro blog, per ricordare quando in Italia il cinema era fatto dai Fellini, i Leone, i Petri, i Damiani, i Bava, i Rosi, i Montaldo, i Pontecorvo e chi più ne ha più ne metta. Il cinema italiano è morto perché la Cultura con la C maiuscola libera i popoli dal giogo dell'autorità, e qui, colonia marginale, la cultura dev'essere solo quella becera imposta dall'impero.
La cultura popolare italiana, una delle più complesse e straordinarie del pianeta, è stata ammazzata dalla tv imperialista e dalle istituzioni statali e para-statali che avrebbero dovuto alimentarla e invece l'hanno depressa. Ora, paese senza più una propria identità, siamo alla deriva. O recuperiamo ciò che è nostro o la nostra Cultura millenaria sparirà. Non so se siamo ancora in tempo, ma quando il cinema, per esempio, dove non eravamo secondi a nessuno, diviene estensione della tv, quando si producono fictions che vengono spacciate per film, quando il cinema indipendente diventa un' etichetta, quando "istituzioni" come il Premio Solinas sono sovvenzionate dalla presidenza della repubblica e diventano covi di sottocultura borghese, che valutano i progetti in base a pregiudizi politici di borghesuggi benestanti e ignoranti, quando i festival di cinema sono solo macchine per produrre soldi e non Cultura, quando i giovani con talento e impeto vengono schiacciati dalla macchina del capitale e non trovano alcuno sbocco se non nella stessa televisione, che è il male primoridale... la maledetta televisione...
Ma ascoltiamo Leone, sentiamo lo spessore del genio, e speriamo che in Italia, il genio, nostro vero e forse unico marchio di fabbrica, riesca prima a poi a fare di nuovo capolino...